Psicologia del flirt: ci sta provando o è solo gentile?

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Ma ci stai provando con me? Qualche consiglio per capire se si sta facendo avanti oppure no.

La linea che separa un tentativo di flirt da una semplice gentilezza è così sottile che riuscire a comprendere le reali intenzioni di chi ci sta di fronte risulta, a volte, un’impresa.

Fraintendere la galanteria con un approccio può provocare conseguenze che possono sfociare nel disagio, nella malizia eccessiva o, addirittura, nella scortesia nei confronti dell'altra persona. Ma come si fa a capire se l’altro è solo gentile o ci sta effettivamente provando con noi?

Psicologia del flirt: i segnali

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Se le parole possono causare imbarazzanti equivoci, il linguaggio del corpo non mente: ecco allora che per provare a interpretare cosa si nasconde dietro le attenzioni di un’altra persona, si può andare alla ricerca di alcuni segnali.

Ovviamente, il flirt è ambiguo per definizione: gioca su un terreno che non appartiene a nessuno e che si cerca di delimitare piano piano, per capire quanto l’altro è disposto a farne parte. In genere, gli atteggiamenti più comuni riconducibili all’atto del flirtare sono:

  • sguardi seducenti;
  • complimenti a iosa;
  • grandi sorrisi, soprattutto a battute che non fanno ridere neanche un po’;
  • la ricerca del contatto fisico, per esempio scegliendo di sedersi vicini quando si sta in gruppo o con una stretta di mano diversa dal solito;
  • battute e prese in giro;
  • gesti galanti o carinerie, come un regalo;
  • attenzione verso quello che l’altro racconta: se non si ricorda quello che abbiamo raccontato, allora non ha alcun interesse reale. 

E se fosse solo gentile?

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Può ovviamente capitare di prendere un abbaglio, così come può succedere che in una fase di frequentazione ci sia un interesse da parte dell’altro che si manifesta con i gesti sopra descritti, che possono svanire in un secondo momento in cui ci si rende conto di non essere più interessati.

Nel caso in cui ci si ritrovasse in una situazione di fraintendimento:

  • intanto, non bisogna struggersi perché a tutti capita di sbagliare e di fare delle figuracce;
  • non ha senso cambiare il modo di rapportarsi con l’altro dall’oggi al domani, perché si rischierebbe di compromettere ancor di più la situazione e di arrivare a un punto di rottura;
  • bisognerebbe continuare ad essere cordiali e, se si tiene alla persona in questione, cercare di chiarire subito l’equivoco;
  • se necessario, sarebbe il caso di prendere un po’ le distanze per cercare di normalizzare la situazione.

Foto apertura: Antonio Guillem © 123RF.com

 

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