Il matrimonio ai tempi dei Millennials

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Cala l’ansia da “Sì, lo voglio” del matrimonio, aumenta quella da realizzazione professionale. Perché, secondo i nati tra gli anni Ottanta e i Duemila, il segreto della felicità di coppia sta nell’ambizione personale.

Le Millennials non spasimano per l'abito bianco, i Millennials hanno altro per la testa. Quando si tratta di rapporti di coppia ci mettono tempo a scegliere il compagno e, quando trovano quello giusto, l’ufficialità del “sì, lo voglio” sembra un dettaglio accessorio. Ciò a cui invece non vogliono rinunciare è la solidità della persona che hanno accanto.

Mentre figli e matrimonio passano quasi in secondo piano, sembra che la ricetta della felicità in amore per i Millennials passi attraverso la realizzazione personale e professionale dei singoli.

Ma partiamo dai numeri. In Italia, stando ai dati forniti dall’Istat negli ultimi 10 anni, il numero di matrimoni è calato di circa 50mila unità, mentre l’età di chi si sposa è in costante aumento: 37 anni in media per gli uomini, 33 anni per le donne. Decade anche la distinzione tra nozze religiose o civili.

Secondo gli esperti il vero problema sta nella prospettiva: si fatica a trasformare una relazione in un progetto a lungo termine.

Sembra che mentre cresca la competenza sul lavoro, sia calata quella negli affetti: a volte non si sa da dove iniziare a costruire un rapporto, condizione che ha fatto nascere un’inquietante espressione, quella di anoressia sentimentale.

Così, mentre Tinder supera i 50 milioni di utenti, i Millennials si scoprono inadatti a stabilire un legame duraturo, che presuppone negoziazione e tolleranza delle differenze. Il vero problema a volte è essere disponibili a integrare la nostra vita, la personalità e il vissuto con quelli dell’altro. A mettere da parte sé stessi per incontrare l’altro.

Se non siamo in grado di fare questo come si può parlare di matrimonio? Tuttavia i desideri relazionali non sono cambiati: si cerca l’amore e lo si concretizza con i figli. Solo, lo si fa più tardi.

Negli anni Settanta, 8 persone su 10 erano sposate entro i 30 anni. Oggi si arriva alla stessa proporzione solo tra i 45enni. Ciò non significa che i Millennials rifuggano le relazioni stabili, solo che si sceglie la convivenza.

Tra i cambiamenti tra le mura domestiche si assiste a un vertiginoso crollo delle casalinghe: solo il 14% delle donne tra i 25 e i 34 anni oggi ha rinunciato a una carriera fuori dalla propria casa.

Impegnati a perseguire modelli sociali narcisistici, si realizza di desiderare una relazione e dei figli sempre più tardi, con buona pace dei ritmi biologici. In caso di necessità, soprattutto per le gravidanze, c’è sempre la scienza a venirci in soccorso.

Ma superata la fatidica soglia dei 30, il fatto di non avere una relazione continuativa dà una sensazione di inadeguatezza. Si reagisce negandosi l’esigenza oppure finendo in rapporti non soddisfacenti pur non di stare da soli. Forse è il momento di allenare anche i muscoli del cuore, per farsi trovare pronti quando l'amore ci sfida.

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