Intervista a Roy gigolò: «Le donne cercano poesia»

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Tutto quello che avresti sempre voluto sapere di un gigolò, ma non hai mai osato chiedere: quattro chiacchiere con Roy.

Prendi tutto quello che pensavi di conoscere finora sui gigolò e dimenticalo: c’è un universo davvero sconosciuto da esplorare e a farcelo conoscere è Roberto, in arte Roy. Nella descrizione del suo profilo si descrive in questo modo: “Non sono solo uno che ti darà piacere. Io cerco di più. Sono un enigmista. Mi piace scardinare anime”.

Curiosa di conoscere di più su questa professione millenaria? Allora devi assolutamente leggere quello che Roy ci ha raccontato!

A che età hai iniziato?

Non ricordo esattamente quanti anni avessi, è stato più o meno 18 anni fa, quindi avevo circa 27 anni. In realtà, i miei esordi sono stati come spogliarellista, è lì che è nato il nome d’arte Roy.

Ci sono delle motivazioni particolari che ti hanno spinto a scegliere questa strada?

Diciamo che sicuramente ha influito la mia voglia di emergere, che insieme al mio narcisismo e alla voglia di cambiare spesso donna, mi ha spinto a percorrere questa strada. Sono anche molto pigro e guadagnare soldi facendo una cosa che mi piaceva e che non mi costava fatica hanno fatto il resto.

Ricordi chi è stata la tua prima cliente?

Faccio fatica a ricordarmi chi sia stata la prima donna con la quale ho fatto sesso in cambio di soldi, vedo moltissime donne ed è impossibile ricordarle tutte. Sono migliaia di fotografie passate velocemente nella mia vita nel corso di tutti questi anni. Ricordo però una ragazza della riviera che mi ingaggiò per fingermi il suo fidanzato. Lei non era particolarmente bella, ma molto ricca e voleva avere un ragazzo molto appariscente al suo fianco quando usciva in compagnia con i suoi amici. Con lei ho lavorato per una estate, ma non c’è mai stato sesso completo, solo qualche approccio.

Pensi che negli anni il mercato sia cambiato? C'è maggiore concorrenza nel settore?

Il mercato è cambiato moltissimo negli ultimi 10 anni e sicuramente io ne sono il principale responsabile qui in Italia. Quando ho cominciato eravamo 3-4 persone e trovare un gigolò era un’impresa impossibile. C’erano uomini che si facevano mantenere da donne ricche, ma non erano veri e propri gigolò. Quando sono partito io in rete ho trovato pochissime persone e il modo di porsi era abbastanza volgare; non c’erano uomini vestiti, ma la “merce” veniva presentata in bella mostra e senza filtri. Io invece immaginavo un approccio più poetico e romantico perché da subito ho capito che le donne cercano questo quando pagano.

Quindi, come ti sei mosso?

Quando ho aperto il mio sito ho deciso di cambiare totalmente marketing rispetto a quello che all’epoca si vedeva in rete. Mi sono proposto vestito, elegante e misterioso. Curavo moltissimo le foto e i testi dei miei siti, allora era una novità assoluta e il successo è stato esplosivo sotto tutti i punti di vista. Ho inventato nuovi servizi, che oggi tutti propongono, come ad esempio il sex coach, oppure il finto fidanzato, o gli ingelosimenti. Presto sono stato notato dalla stampa e dai media, in seguito a diversi servizi televisivi la gente ha cominciato a conoscermi e sempre più ragazzi hanno deciso di imitarmi. Questa è la ragione per cui qualche anno fa ho deciso di aprire un portale di annunci per gigolò è nato sull’onda di questa crescente richiesta da parte di moltissimi ragazzi e uomini che continuano a cercarmi per avere consigli su come fare questo mestiere.

Come funziona dal punto di vista legale? Abbiamo letto che in passato c'è stato un dissidio con l'Agenzia delle Entrate. Sei riuscito a risolvere e regolarizzare la tua posizione, se ti va di raccontarcelo?

Per noi escort la questione tasse è una spina nel fianco. Ti spiego cosa dice la legge: tu puoi prostituirti, solo che lo Stato italiano non lo riconosce come lavoro, cioè puoi fare il mestiere che però per lo stato un mestiere non è. Quindi non devi pagare le tasse, non è previsto in quanto il lavoro non è riconosciuto. Non commetti nessun reato se ti prostituisci, ovvio che quando lo fai guadagni soldi, che metti sul tuo conto corrente. E qui casca l’asino: l’Agenzia delle Entrate ti controlla i conti correnti, aspetta tu abbia accumulato un bel gruzzoletto e poi ti contatta e ti chiede conto di quei soldi. Vuole sapere come li hai guadagnati, e ti chiede di dimostrarlo oltre ogni ragionevole dubbio. Vuole pezze giustificative, fatture, prove certe di come tu li abbia guadagnati. Nel nostro mestiere si paga sempre in contanti, quindi è impossibile dimostrare con certezza chi, come e quando ti abbia dato i soldi. Allora scatta la cartella esattoriale, con tanto di sanzioni varie. Io ho sulla testa una cartella da 200.000 euro che non ho intenzione di pagare, da anni mi sto battendo in tribunale per far valere i miei diritti, perché io non ho evaso nulla. Se lo Stato vuole i miei soldi significa che vuole lucrare sulla mia professione, quindi “sfrutta” il mio mestiere e lo sfruttamento della prostituzione in Italia è un reato.

Come si svolgono gli incontri? Dove si incontrano le clienti?

Dipende dalla cliente e da cosa vuole fare. Io esco con donne libere e impegnate, quindi è ovvio che nel secondo caso ci si trovi in hotel se l’incontro prevede un dopo cena. Ma non sempre io vedo donne per fare sesso, succede anche io debba accompagnarle fingendomi un fidanzato o un amico, oppure che vada solo a cena per un incontro conoscitivo, dipende da tanti fattori. Le single, ad esempio, mi invitano a casa loro dove tutto è più intimo e riservato. A volte anche le sposate se il marito è fuori per lavoro.

Qual è l'età media delle persone che scelgono i tuoi servizi? C'è una donna-tipo o sono tutte abbastanza eterogenee?

Impossibile catalogarle tutte in una categoria, anzi sono uscito veramente con donne di tutti i tipi e con caratteristiche profondamente diverse. Una cosa le accomuna tutte è che vivono un momento di malessere, solitudine, disagio, non sono in grado di rapportarsi con un uomo nei modi tradizionali. Sono donne ferite, deluse, bisognose di attenzioni e tenerezza, questa è la prima cosa che cercano, comprensione e dolcezza.

Perché una vergine dovrebbe scegliere un gigolò per la sua prima volta?

La parola vergine fa pensare ad una ragazzina adolescente alle prime armi. Dimentica questa figura, perché la vergine che mi contatta è una donna adulta che ha perso l’occasione della sua prima volta quando era il momento. Una donna intorno ai 30 anni che è ancora vergine si vergogna della sua condizione, la vive come un fardello. L’essere vergine in età avanzate preclude rapporti normali e diventa un segreto scomodo del quale è difficilissimo liberarsi. Prova a pensarci: un uomo che esce con una donna per la prima volta se sapesse che è vergine pur avendo un’età in cui non dovrebbe più esserlo comincerebbe a farsi mille domande e si chiederebbe come mai lei si trovi in questa condizione; inoltre vivrebbe il fatto di “deflorarla” come una responsabilità pesantissima. Molti rinunciano e non se la sentono. Ecco perché le vergini si rivolgono ad un gigolò, un professionista che fa il suo lavoro senza fare troppe domande né giudicare.

Ci sono delle clienti affezionate, che tornano più di una volta?

Certo che ci sono, alcune clienti mi vivono come una specie di fidanzato, si dimenticano dei soldi e si illudono di avere una specie di “storia” con me. Se questa cosa le fa stare bene, non ci vedo nulla di male. Io mi faccio pagare, quindi sono sincero.

Ti sei mai innamorato di una cliente?

Sono poco adatto alle relazioni amorose, sono 20 anni che ho una vita sessuale molto promiscua, per me stare con una sola donna sarebbe di una noia mortale. Già mi annoio di indole, è difficile io trovi persone interessanti con le quali ho voglia di passare del tempo, il mio mestiere ha inquinato il mio modo di vivere e i miei rapporti interpersonali. Sono in una costante condizione adrenalinica di novità, emozioni forti, curiosità, come potrei vivere il quotidiano con una sola donna? Non esiste donna in grado di farmi rinunciare a tutto questo e non esiste donna che resisterebbe al fianco di uno come me.

Qualche cliente si è mai innamorata di te, diventando una stalker?

Si, molte si innamorano perché io recito la parte dell’uomo perfetto che qualsiasi donna vorrebbe avere al suo fianco, anche se nella realtà non sono affatto così. Sono pigro, svogliato, scorbutico e poco paziente, nelle poche ore in cui lavoro sono l’esatto contrario e le donne si infatuano facilmente. Alcune esagerano e mi perseguitano di messaggi, di solito però sono molto chiaro e le scoraggio subito quando vedo che la situazione degenera. Una sola volta c’è stata una donna che mi aveva pesantemente preso di mira, avevo anche pensato di denunciarla ma dopo che l’ho avvisata che avrei contattato suo marito, lei ha smesso.

In percentuale, quante sono le donne sposate che ti contattano?

Un 60% degli appuntamenti.

Ci sono mai stati imprevisti del tipo... sei mai stato cercato da uno dei loro mariti?

Sì certo, è successo. Alcune clienti non sono molto prudenti e si fanno controllare cronologie del PC e telefoni, altre vengono seguite da investigatori a loro insaputa. Una volta sono stato beccato a letto da un fidanzato che si è subito imbufalito, ma dopo ha capito che in fondo io ero pagato e che della sua donna a me non importava nulla. Alla fine si è calmato e abbiamo chiacchierato del mio lavoro sotto gli occhi increduli della sua fidanzata.

Qual è il servizio maggiormente richiesto?

Cena e dopocena, la classica uscita con un gigolò.

Hai qualche cliente con disabilità? In che modo bisogna rapportarsi con questa tipologia di persone?

Ho avuto diverse clienti disabili, io non ho mai adottato tecniche speciali, le ho trattate come donne normali. Ovvio che se una è in carrozzella la aiuti, se hanno disabilità fortemente invalidanti ci vuole buonsenso e attenzione.

Qual è la situazione più imbarazzante nella quale ti sei trovato?

Una donna mi chiese di fare sesso con la porta aperta. Durante il nostro rapporto mi sono accorto di essere osservato: era il figlio della donna che ci spiava; è stata una sensazione molto sgradevole e imbarazzante e me ne sono andato immediatamente.

I tuoi amici/genitori sanno cosa fai nella vita? Come hanno reagito?

La mia famiglia sa cosa faccio. Inizialmente mi madre era preoccupata, ma negli anni ha visto che sono rimasto un bravo ragazzo e che oltre a fare centinaia di migliaia di chilometri in giro per l’Italia non faccio nulla di strano, mi mantengo, guadagno bene e sono una persona per bene.

Come riesci a gestire il rapporto fra vita privata e professione?

La mia vita privata è il mio lavoro che riempie la mia vita, per me non c’è differenza fra vita privata e lavorativa. Sono un gigolò appena mi alzo al mattino.

Perché dovremmo consigliarti alle altre donne? Qual è il tuo valore aggiunto? Insomma... quanto la sai più lunga rispetto agli altri?

Non so perché dovresti consigliarmi, non me lo sono mai chiesto perché io vengo scelto in totale autonomia e libertà dalle donne. Sono stato sempre il più scelto e corteggiato, forse perché lo stile “Roy” funziona e in fondo io sono l’originale, quelli che sono venuti dopo di me si sono tutti un po' ispirati al mio personaggio. Poi c’è un’altra componente fondamentale del mio successo: per me fare il gigolò è la mia vita, io dedico tutto me stesso al mio lavoro, lo faccio con una passione e dedizione incondizionata e questo fa probabilmente di me il migliore. Ho rinunciato al mio privato per la causa, scelta drastica e definitiva alla quale non tutti sono disposti. Forse è questo il mio segreto. Comunque sconsiglio a tutte le donne di contattarmi perché ho già molto lavoro :). Sul mio sito gigolo.cloud invece ci sono oggi tantissimi ragazzi belli e preparati che grazie ai miei consigli sono diventati gigolò professionisti. Oggi una donna che cerca un gigolò si può divertire e trovarne veramente tanti e validi e per tutti i gusti.

Foto: roygigolo.com

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