Emily Ratajkowski: storia dell’influencer femminista più sexy del web

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È una delle modelle più belle del mondo e delle influencer più seguite su Instagram, ma a renderla speciale è il suo impegno femminista. Vero o solo di facciata? Le nostre riflessioni.

La sua dieta. La sua altezza. Il suo fidanzato. La sua bellezza. Emily Ratajkowski è una delle influencer più particolari e seguite del mondo. 

Con i suoi 22,5 milioni di follower solo su Instagram Emily Ratajkowski si è imposta grazie alla sua body self confidence e, nonostante sia quasi sempre nuda, si professa femminista.

Chi è Emily Ratajkowski

Emily Ratajkowski ha 27 anni e fa la modella. È diventata famosa per essere apparsa nel video della canzone Blurred Lines di Robin Thicke nel 2013. Oggi non ce la ricordiamo, ma all'epoca divenne un tormentone. In molti non le riconoscono alcun talento se non, come spiega la giornalista Hadley Freeman sul Guardian, "l'aver fatto carriera sfruttando la sensualità del suo corpo".

Emily Ratajkowski è riuscita a scatenare la polemica attorno al suo nome perché, nonostante il suo lavoro, si è sempre definita una femminista convinta. Per dimostrarlo, ha lanciato e promosso la ONLUS Planned Parenthood, finalizzata a tutelare la salute delle donne.

Il vero problema del femminismo? Le tette

Intervistata da Harper's Bazar Emily Ratajkowski spiegò che il suo seno troppo grande la penalizza. Nel maggio 2017 le femministe di "Non una di meno" avevano censurato i manifesti di Intimissimi in cui appariva Irina Shayk, incollando sul suo seno adesivi con su scritto "Anche questa è violenza".

Il seno dunque alle femministe sembra non piacere, ma Emily lo rivendica. Secondo lei mostrare le tette è il grado zero dell'emancipazione. "La sessualità femminile e la sensualità possono essere incredibilmente efficaci nell'emancipazione di una donna, non importa quanto si possa essere condizionate da un ideale patriarcale", ha spiegato Em Rata.

"La sessualità andrebbe celebrata, non attaccata". Un approccio rivoluzionario.

Tuttavia non esita a sfruttare la sua sinuosa fisicità per cose che proprio femministe non sono. Ad esempio per Love Magazine realizzò una clip in cui la si può vedere mentre si strofina la pelle unta di spaghetti, si rovescia addosso un bicchiere di vino rosso, il tutto con mossette sexy, sdraiata su un tavolo sporco di sugo. Insomma, un po' distante dal concetto di femminismo.

Emily, dal canto suo, dice: "Non ho mai detto che il mio video fosse una dichiarazione femminista. Ho detto di essere femminista in altre circostanze". Troppo comodo? Forse.


"Dovremmo tutti pensare un po' meno a Emily Ratajkowski"

In un selfie con l'amica Kim Kardashian, Em Rata aveva scritto: "Siamo più dei nostri corpi, ma questo non significa che dobbiamo vergognarci di loro o della nostra sessualità". Forse dovremmo iniziare tutti ad andare oltre i corpi, anche quello statuario di Emily.

Come consiglia Freeman sul Guardian "Dovremmo tutti pensare un po' meno a Emily Ratajkowski" e un po' di più a combattere per l'uguaglianza tra i sessi. Perché femminismo non significa solo migliorarsi individualmente, ma anche usare se stessi per migliorare le condizioni di molte altre donne. 

Foto apertura: LaPresse

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