Marie Kondo, il metodo KonMari e il flop Netflix

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Al metodo KonMari è legato il nome di Marie Kondo, la guru del riordino. Ma se il metodo lo ha inventato lei, le radici di questo concetto rimandano ad una tradizione religiosa molto antica: lo shintoismo.

Leggenda vuole che Marie Kondo sia sempre stata una maniaca dell'ordine. Da bambina non trascorreva la ricreazione in giardino, a giocare coi compagni, ma restava in classe a riordinare gli scaffali dell'aula. Pare che questa sua ossessione le abbia anche fatto venire un esaurimento nervoso in quel periodo.

Questo episodio ha fatto scattare in lei la necessità di trovare una via di uscita, che le permettesse di esercitare la sua ossessione senza effetti collaterali. Iniziò a studiare lo shintoismo, una religione tradizionale giapponese che crede che ogni oggetto abbia un’anima.

Oggi Marie Kondo è una star: ha scritto quattro libri, venduto oltre due milioni di copie, ha uno show su Netflix. Tutto grazie al metodo KonMari, per alcuni diventato una vera e propria religione.

Cos'è lo shintoismo

Lo shintoismo è una religione di natura politeista e animista nata in Giappone. La parola Shinto nasce nel VI secolo per distinguere il nuovo credo dal buddismo. I kanji che compongono questo nome sono shin, che significa "divinità" e to, che significa "sentiero". Quindi, Shinto significa letteralmente "via del divino".

Si adorano dei kami, divinità o spiriti naturali che possono essere a guardia di un luogo particolare o possono risiedere in un oggetto. Questo spiega alcune cose bizzarre che Kondo fa durante le puntate della serie, tipo salutare la casa o scuotere gli oggetti per svegliarli.

Ma soprattutto comprendere i kami significa capire l'importanza di entrare in contatto con le proprie emozioni quando si riordina, per sentire tutte le anime degli oggetti che ci circondano.

Le influenze dello shintosimo sul metodo KonMari

Kondo è venuta in contatto con questa cultura, lavorando per cinque anni come una miko, quella che i cattolici chiamerebbero una perpetua. La miko assiste i celebranti nei rituali, vende amuleti e ciondoli e aiuta nelle pulizie del santuario. Nei tempi antichi erano figure molto potenti nel mondo religioso.

Il contatto con i santuari shintoisti ha permesso a Kondo di introdurre nel suo metodo di riordino il preliminare del saluto alla casa. Secondo la guru del riordino, il processo di pulizia va molto più veloce dopo questo rito. La casa così diventa simile a un tempio shinto: una volta entrati, bisogna lasciarsi alle spalle tutto il resto perché si è in uno spazio sacro, da trattare con rispetto.

La reverenza verso il luogo in cui ci si appresta ad esercitare l'arte del riordino si dimostra anche con il modo di vestirsi. Marie Kondo non indossa mai t-shirt o jeans. Indossa un vestito, un blazer: è il suo modo per mostrare rispetto per la casa e il suo contenuto, vivendo il riordino come un rituale.

Il risveglio degli oggetti è un'altra delle pratiche di Kondo influenzate dallo shintoismo. Si tratta di scuoterli dolcemente, come una persona che sta dormendo. Si può far prendere aria ai libri dimenticati per stimolarli, renderli coscienti. Questo gesto affonda le sue radici nella credenza che tutto al mondo sia abitato da un kami, che abbia un'essenza, buona o cattiva.

Metodo KonMari secondo Marie Kondo

Queste poche coordinate legate al mondo shintoista hanno permesso a Marie Kondo di sviluppare il metodo KonMari - abbreviazione del suo nome -, con cui è diventata famosa in tutto il mondo.

Con questo procedimento è possibile riordinare tutta la casa partendo non tanto dagli ambienti, ma dagli oggetti. Per vivere in una casa ordinata, ricevendone serenità e benessere, dovremmo tenere solo oggetti che sprizzano gioia. Il metodo KonMari ruota tutto attorno allo sbarazzarsi di tutto il resto: cose che non ci piacciono e a cui non teniamo.

Il successo del metodo KonMari

Marie Kondo ha scritto quattro libri. Il più famoso, edito in Italia da Vallardi, si intitola Il magico potere del riordino. Tomohiro Takahashi, un editor della casa editrice giapponese Sunmark, specializzata in manuali di “auto-aiuto”, fu il primo a intuirne il potenziale.

Quando Kondo partecipò a un concorso per aspiranti autori di best seller nell 2010, Takahashi disse: "Diventerà famosa e andrà in tv". Aveva ragione.

Oggi Marie Kondo ha organizzato insieme al marito un servizio di consulenze e di addestramento al metodo Konmari. Ad oggi 122 donne hanno seguito il corso e hanno ricevuto un attestato, che permette loro di “esercitare” il metodo in Giappone. Una loro consulenza di 4 o 5 ore costa circa 300 euro.

Negli Stati Uniti è persino nata una parola dedicata al celebre metodo del riordino: “to kondo” è un sinonimo di “ordinare”. È stato creato un forum online al metodo, il Konmari Club. Inoltre Marie Kondo si prepara a sbarcare su App Store con un'applicazione in inglese, dove sarà possibile mostrare a tutti la propria casa prima e dopo l'applicazione del metodo.

Ma, se è tutto così facile, stupendo ed emozionante, perché la serie Netflix non piace?

Ci sono aspetti del metodo KonMari che possono sembrare radicali, come il gettar via i libri. Kondo sostiene infatti che non leggeremo mai i libri che possediamo e che non abbiamo letto. Invece quelli già letti non ci servono più. C'è chi l'ha difesa, definendo i libri un oggetto come un'altro. C'è chi l'ha attaccata.

La verità è che nella serie Netflix manca un passaggio fondamentale: il collegamento del metodo konmari con la cultura giapponese. Con lo shintoismo, per l'appunto, che ne è la radice spirituale, il fondamento. Così la gente vede Marie fare cose in un certo modo. Ma non capisce perché le fa. Ovvio, perché non ha (o non gli vengono dati) gli strumenti adatti per farlo. E forse è troppo ambizioso il tentativo di rendere mainstream, attraverso una serie tv, una filosofia di vita che mira diritta al cuore della cultura giapponese. 

Magari, prima di guardare la serie, leggete il libro di Marie, Il magico potere del riordino, e scoprirete che il metodo KonMari è devastante e stupefacente allo stesso tempo. Vi farà sentire di avere la casa in disordine anche se avete appena finito di riordinare.

Forse è il caso di ricominciare, dando magari una scossa a qualche peluche dimenticato. 

Foto di apertura: Marie Kondo-Instagram

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