Vita e coraggio di Nellie Bly, la prima giornalista investigativa della storia

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Divenne famosa in tutto il mondo per le sue inchieste sotto copertura. Ma, soprattutto, insegnò alle donne che si può vivere senza dipendere dagli uomini. La vita straordinaria di Nellie Bly.

La storia di Nellie Bly cattura subito l'attenzione. Non solo perché è stata la prima giornalista investigativa al mondo – e se fai questo lavoro, ti accosti alla sua figura con timore reverenziale. Ciò che accende immediatamente l'interesse è la sua lotta per emanciparsi economicamente. Rendersi indipendente dal potere del denaro, che nella sua gioventù sembrava solo in mano agli uomini, è la sua missione di vita. Nicola Attadio, autore di Dove nasce il vento, l'ha raccontata con un ritmo serrato, deciso e affettuoso, rendendo omaggio a una vera donna che ha lottato contro tutti gli stereotipi solo per essere se stessa.

Ecco chi era Nellie Bly

Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran, rimane orfana molto piccola. Sin dalla più tenera età comprende che l'elemento maschile può condizionare la sua esistenza. Nello specifico sarà il divorzio di sua madre da un uomo violento a segnarla nel profondo. Costretta a testimoniare in tribunale, si convincerà della stortura dello sposarsi per risolvere problemi economici.

«La vita di Nellie mi è sembrata subito straordinaria – racconta l'autore, che ha incrociato la storia della giornalista dopo averla scoperta durante la preparazione di un ciclo di puntate di Vite che non sono la tua (Radio 3) sui pionieri del giornalismo –: una ragazza che negli anni Ottanta dell'Ottocento rompe tutti i codici più comuni della morale del tempo: vuole che le donne si preoccupino non di trovare un marito ma di trovare un lavoro, perché, così come per gli uomini, il lavoro da dignità e indipendenza».

Nonostante la scarsa istruzione e le difficoltà d'inserimento, Nellie viene assunta nel quotidiano della sua città, Pittsburgh, e da subito capisce che le strade femminili – il gossip e la moda – non le interessano. In tempi molto distanti dalle lotte di Hollywood per l'Equal Pay (parità salariale), Nellie se la prende con le new women, commentatrici della buona società, pungenti ma non taglienti e lancia lo slogan: «more work and less talk».

Non trovando vie d'uscita, va a New York ed è qui che incrocia la strada di Joseph Pulitzer, proprietario del New York World. Sarà questa la piattaforma di lancio di Nellie. Per convincere la direzione del New York World ad assumerla, Nellie propone un'inchiesta sotto copertura nel manicomio femminile di New York. Questo stunt sarà la punta di diamante della sua carriera, a cui seguiranno innumerevoli servizi undercovered.

Dopo il successo delle sue inchieste decide di rompere un altro stereotipo del tempo, quello secondo il quale una donna non poteva viaggiare da sola. Propone infatti al giornale di Pulitzer di compiere da sola il giro del mondo in meno di 80 giorni, battendo il record di Phileas Fogg, il personaggio immaginario creato da Jules Verne. E ci riesce: ci mette 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi. Rende famoso il vestito che le permette di viaggiare con un bagaglio leggerissimo e riesce anche ad incontrare il romanziere francese.

«Ma la biografia di Nellie Bly è anche l'occasione per raccontare la trasformazione di un paese, gli Stati Uniti, che da potenza regionale si trasforma in una vera e propria potenza mondiale – sottolinea l'autore del volume –. Si tratta di anni in qualche modo simili ai nostri: grandi trasformazioni tecnologiche hanno cambiato profondamente il modo di vivere delle persone. Tutti questi cambiamenti avevano rafforzato (e qui c'è la differenza con i nostri giorni) la fiducia nel futuro, una fiducia che si infrangerà contro l'orrore delle prima guerra mondiale. Orrore di cui Nellie sarà testimone come corrispondente dal fronte austriaco».

Il giornalismo secondo Nellie aveva senso se riusciva ad avere un impatto sulla vita dei lettori. «Per molti anni aveva inseguito il sogno di avere una sua rubrica, ma ogni volta che l'aveva ottenuta i risultati erano mediocri – spiega Attadio –. Fino a quando negli ultimi anni della sua tumultuosa esistenza non immaginò una rubrica completamente alternativa ai dettami del suo tempo. Decise infatti di usare la sua voce e la visibilità di un giornale a larga tiratura per mettere in contatto chi aveva bisogno di aiuto con chi poteva darlo». Quando i suoi amici le facevano notare che rischiava di incappare in piccoli profittatori il suo motto era: «Prima date aiuto e poi indagate». «Insomma era una donna decisamente fuori dal comune».

Riscoprire la vita di Nellie Bly è un modo per scoprire una donna formidabile, capace di «grandissimi successi e altrettanto rovinose cadute – spiega Attadio –. Si è sempre reinventata, ricominciando, a volte, da zero, senza, però, mai tradire i suoi valori primo fra tutti non rimanere mai indifferente di fronte alle ingiustizie e alla sofferenza altrui. Non si è mai arresa di fronte agli stereotipi di genere del suo tempo, ha sempre lottato per dimostrare quanto fossero insensati. Per questo la sua è una storia straordinaria».

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