Corpo secondo Chiara Bersani

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Ha vinto il premio Ubu per attori under 35 mettendo al centro della sua arte il suo “corpo non conforme”. Il suo pensiero – lucido, affilato e poetico – sta rimettendo al centro del discorso artistico e civile il concetto di Corpo. Intervista a Chiara Bersani.

Cos'è un corpo? Due braccia, due gambe, due occhi... e basta? Un corpo è il racconto di una storia personale, di battaglie, di giochi, di piaceri, di risate e di diritti, come quello a non essere esclusi dal discorso civile solo perché il proprio fisico non è conforme a canoni stabiliti da non si sa chi.

Per questo Chiara Bersani, attrice affetta da osteogenesi imperfetta e vincitrice del premio Ubu per attori under 35, ha innescato già da tempo un discorso artistico che si muove lungo una sola coordinata: il Corpo. Sia esso non conforme, ma soprattutto al centro della propria vita.

Per il Vocabolario delle Celebrità abbiamo chiesto cos'è il Corpo secondo Chiara Bersani.

La tua definizione di corpo.
Il corpo siamo noi. È la nostra immagine, la materia di cui siamo composti con il corpo misuriamo il mondo ritagliamo spazi, dichiariamo identità.

Il primo ricordo del Corpo
Sono affetta da osteogenesi imperfetta, una malattia che rende le ossa molto fragili: nei bambini questa condizione è molto accentuata e si traduce in frequentissime fratture, fenomeno che poi si ripete per tutta la vita. Nel mio caso ci sono stati interventi chirurgici sin dalla primissima infanzia per avere ossa più forti.

Il mio primo ricordo è legato a quando mi veniva tolto il gesso: una sensazione specifica, di estrema leggerezza, come se quella parte del corpo avesse un peso assolutamente sconosciuto. Si perdeva nel giro di una mezz'ora., ma era anche più forte del dolore. Era la sensazione di corpo nuovo, fino ad allora sconosciuto.

Che ricordo hai della tua infanzia?
Sono stata una bambina molto fortunata perché sono nata in un contesto che ha fatto sì che fossi curata nel modo migliore possibile e potessi vivere una vita in linea con quella dei miei coetanei. Ero figlia degli anni Novanta e quindi di una retorica in cui ai bambini disabili fisici veniva raccontato che il corpo non era un problema e che l'intelligenza li avrebbe salvati. Ho fatto molta fatica ad accettare questa teoria. Io col mio corpo ci stavo bene e non accettavo di dovermi concentrare solo sulla mia intelligenza.

Cos'è oggi il Corpo
Nella primissima vita adulta il Corpo è diventato un punto di ricerca, attraverso il teatro ho cercato le potenzialità di questo mio. Per farlo, ho rifiutato il percorso accademico, ho iniziato a rifiutare la testa per riappropriarmi della fisicità.

Ora a 34 anni il Corpo è qualcosa con cui ho un rapporto molto solido, qualcosa in cui ho molta fiducia. È una delle armi con cui conosco il mondo. Un mezzo di lavoro. Non ossessiona la riflessione sul mio corpo specifico, sento di aver risolto i miei nodi. Si è aperto da tempo un desiderio di esplorare invece il corpo degli altri.

Quando pensa a "corpo" qual è la parola o l'aggettivo che vi associa nella sua mente?
Odore, perché penso che sia molto animale. Ho memorizzato le persone della mia vita attraverso l'odore. Il Corpo per me è legato all'olfatto.

Uno dei temi della sua poetica è il “Corpo non conforme”: cosa intende esattamente?
Essendo cresciuta negli anni Novanta, sono passata attraverso tutto il discorso linguistico sulla disabilità e la ricerca di una parola adatta: handicappato, disabile, diversamente abile. Non si è ancora arrivati a una conclusione che metta tutti d'accordo e da lì si è aperto un mio personalissimo ragionamento.

Ovvero?
La disabilità è una cosa enorme. È una parola che ha l'ambizione di racchiudere una quantità di variabili impensabili. Ho iniziato a pensare che si trattava di un Corpo fuori dalla norma, per qualsiasi cosa significhi forma e norma. Ma il problema va molto oltre il corpo. L'idea di utilizzare “Corpo non conforme” è quello di lasciare la questione aperta a una serie di interpretazioni difficili da elencare.

Con un'amica studiosa di Scienze politiche abbiamo riflettuto molto su come strutturare l'elenco perché è difficile immaginare quanti corpi non vengono ascoltati. Secondo me “Corpo non conforme” poteva essere un termine che conteneva abbastanza.

Foto: Facebook Chiara Bersani

Un altro tema è il Corpo politico: cosa significa?
Per me, che sono un'artista, ogni corpo è politico. Diventa politico quando scende in strada, quando entra in contatto con la società, quando viene visto e interpretato da chi lo vede. Il Corpo si assume la sua dimensione politica quando accetta di relazionarsi. Non ho interesse nella questione morale. Non desidero giudicare come il Corpo viene visto, nonostante sappia che venga letto e giudicato: desidero di più responsabilizzare il Corpo.

In che senso?
C'è un'ingenuità e un pensiero strategico nel leggere i corpi, ma nella ricerca mi interessa come il Corpo agisce sulla dimensione politica. Sono in carrozzina, esco in carrozzina, mi relaziono con le persone e so che nel mio caso specifico, ho forme tondeggianti. Suscito delle reazioni che non mi corrispondono.

Allora provo ad utilizzare i mezzi che ho – lo sguardo, il dialogo e come mi muovo – per rispondere a queste prime immagini, per provare a riportarli a una dimensione a me più conforme. Da bambina lo facevo utilizzando un linguaggio forbito per ricollocarmi, per dire “tu mi stai mettendo nel posto sbagliato”: questa strategia mi aiutava rimpossessarmi della mia posizione.

Oggi il Corpo è ancora un mezzo di comunicazione di massa?
Secondo me sta avvenendo qualcosa di potenzialmente molto bello: che quei corpi che sono stati esclusi dal discorso sociale e mediatico si stanno riappropriando del concetto di Corpo, strappandolo all'immaginario patinato. E non parlo solo di Corpi non conformi, ma di una consapevolezza che si sta muovendo. Ne sono un segno le grandi attrici di Hollywood che iniziano a pentirsi di scelte di chirurgia plastica – contro cui io non ho niente, ma è interessante che il mondo che ce l'ha proposta, adesso stia riproponendo la scoperta di una vita libera da questa ossessione.

Poi c'è anche in corso qualcosa di pericoloso nel modo in cui i corpi vengono raccontati in questo momento. A livello politico, ma anche nella tv generalista, il discorso sul Corpo a volte è violento e pericoloso. Molto meno dichiarato rispetto agli anni Novanta, dove era tutto molto patinato. Ora la questione del corpo viene raccontata in modo più subdolo e inafferrabile ad un primo sguardo. Questo sta creando un movimento per riappropriarsi del Corpo e per rimettere la fisicità al centro dei propri percorsi.

Chi è Chiara Bersani

 Classe 1984, Chiara Bersani è un'attrice affetta da una forma medio-grave di osteogenesi imperfetta. Ha formulato l'espressione "Corpo non conforme" come formula che potesse potenzialmente racchiudere tutte le forme di disabilità. Attraverso la sua arte ha creato spettacoli come "Gentle Unicorn" che le sono valsi il riconoscimento Ubu per gli attori under 35.

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