Greta Thunberg: una storia pilotata?

A Katia sorge il dubbio che la storia di Greta Thunberg, sedicenne diventata simbolo della difesa dell'ambiente, sia stata creata a tavolino. Maya non è d'accordo.

Cara Maya,

ultimamente non si fa altro che parlare di Greta Thunberg. Bello che in giro ci sia una ragazza di 16 anni che ha scelto di fare l’attivista. Quello che non mi torna, però, è come mai ci sia stata tutta questa visibilità in così poco tempo. Una ragazzina qualunque di una qualunque città italiana sarebbe rimasta nell’anonimato se avesse portato avanti una simile campagna contro il cambiamento climatico. Sarà un caso che, invece, la figlia di due persone che frequentano i “salotti buoni” di Stoccolma sia riuscita ad arrivare fin lì? A farsi sentire dai politici di tutto il mondo?

A me sorge il dubbio che la sua storia sia tutta pilotata e che la giovane sia stata usata e strumentalizzata dai suoi genitori e da chissà chi altro. Questo mi fa indignare non poco perché non è giusto usare il candore dei bambini e delle giovani generazioni per combattere le nostre battaglie.

Dovremmo essere noi ad alzare lo sguardo e cambiare la realtà che ci circonda… Chissà se riusciremo mai a farlo…

Katia

Cara Katia,

mi sento di condividere soltanto le ultime righe che hai scritto. In effetti, non dovrebbero essere le nuove generazioni, i nostri figli, nipoti, cugini a lottare per cambiare il mondo. A quell’età dovrebbero vivere quello che gli spetta: il gioco, la spensieratezza, l’assenza di problemi e di preoccupazioni grandi.

Osservando il modo in cui vanno le cose ultimamente, mi sento di dire che il tempo dei “chissà” e del modo condizionale “dovremmo” dovrebbe essere finito già da un po’. Come quando ti svegli una mattina e ti rendi conto che non hai più voglia di giocare con le bambole perché sei diventata grande all’improvviso.

Non credo che dietro la piccola Greta ci sia un complotto. È una ragazza alla quale la vita ha concesso tanti piccoli doni: l’agiatezza della sua famiglia le ha dato un’istruzione, quella che le ha permesso di informarsi sul mondo e di capire tante cose. Greta ha un’età che non corrisponde a quella anagrafica, perché sebbene abbia soltanto 16 anni parla ai grandi come solo un adulto sarebbe in grado di fare.

Penso sia un bene che Greta non sia rimasta a scioperare da sola nella sua scuola, nella sua Svezia, nel suo piccolo. In fondo dovremmo, anzi, dobbiamo solo ringraziarla e non perché ha fatto sì che le cose cambiassero. Non è ancora accaduto niente, purtroppo. I politici hanno solo applaudito, ma poi sono tornati a farsi la guerra l’un l’altro, come se niente fosse accaduto.

Ma qualcosa, nel profondo, si è mossa. Perché Greta e tutti gli studenti che hanno scioperato dopo di lei ci hanno fatto capire che NOI, gli adulti, abbiamo fallito. E lo abbiamo fatto a colpi di menzogne, togliendo ai giovani quello che resterà nelle loro mani quando noi non ci saremo più: il futuro, fatto di sogni e speranze che qualcosa possa essere migliore rispetto al presente.

La voce dei bambini deve essere ascoltata. Saranno loro gli adulti di domani. Non possiamo far finta di dimenticarlo ogni volta, inneggiando al complotto quando il peso delle nostre azioni comincia a farsi sentire. Le zavorre sono nostre. Carichiamole sulle nostre spalle per rendere il futuro, i sogni e le speranze un po’ più leggeri a chi si merita di più di quello che gli stiamo offrendo.

Maya

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Foto: LaPresse

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