Single a 30 anni: resterò sola?

Se si è cresciute col sogno di una famiglia, ritrovarsi sole a 30 anni non è facile. Ma per aggiustare i pezzi della propria vita non è mai troppo tardi.

Cara Maya,

mancano due mesi all’arrivo del mio trentesimo compleanno. Quando ero piccola, pensando a questo giorno, mi immaginavo mamma, sposa, con una casa di proprietà, vicino al mare e, soprattutto, vicino alla casa dei miei genitori, quella nella quale sono cresciuta.

Invece mi ritrovo a due passi da un traguardo che mi sembra davvero importante con un pugno di mosche tra le mani: nubile, reduce da una storia di quasi 10 anni che pensavo sarebbe durata per sempre, in affitto in una stanza triste con persone che non conosco, lontana dal mare e, soprattutto, lontanissima dai miei genitori.

Mi rendo conto che la mia vita è andata un po’ alla deriva perché ho fatto la giocata sbagliata e mi chiedo ogni giorno perché ho permesso al tempo di ingannarmi in questo modo, perché non mi sono fermata prima, perché non ho tirato i dadi per cercare di capovolgere le sorti della partita, perché non ho cambiato direttamente gioco.

I miei familiari mi guardano con gli occhi compassionevoli che si hanno nei confronti delle persone sole e sfortunate. Perché per loro dovrei essere sposata alla mia età e probabilmente ho qualcosa che non va se non lo sono. Un difetto di fabbrica del quale si sono accorti tardi però… eppure non mi è mai sembrato di essere così difettosa. Inizia a farmi un po’ male tutto questo…

Bambola rotta

Cara compagna di giochi,

non vedo niente di rotto in te. Nessun errore di costruzione, nessun libretto di istruzioni sbagliato finito per caso tra le tue mani. Se dobbiamo parlare di giochi, direi che la vita somiglia tanto a una partita di Jumangi: sai come inizia, ma non sai mai quello che ti capita al lancio di dadi successivo.

Sai qual è il problema più grande della nostra generazione? Che quella che ci ha preceduto ha seguito lo schema e così nessuno si è dovuto preoccupare di dover riservare loro uno sguardo di compassione. Studi, migliori la tua condizione economica, ti sposi, fai un figlio e la tiritera riparte, “finché divorzio non li separi” mi sentirei di aggiungere.

Ci siamo cresciuti anche noi dentro a quello schema scritto da qualcun altro, con l’idea che quello che avevano fatto i nostri genitori prima di noi fosse l’unica via e che, in fondo, per fare bene dovessimo dimostrare loro che eravamo anche noi in grado di ripercorrerla ancora una volta. Di farlo meglio, di arrivare più lontano, per permettere ai nostri figli di ricominciare un passo ancora più avanti.

Non devi stare male perché una sconfitta non significa avere perso. Vuol dire aver imparato quali pedine muovere per fare la mossa giusta e non sbagliare di nuovo, a prenderti cura di te stessa e del tuo tempo, in assoluto uno dei beni più preziosi che possiedi. E sai che ti dico? Che c’è ancora tempo per quella casa vicino al mare, per il per sempre, per l’affetto e la vicinanza dei tuoi genitori.

So quanto sia difficile, soprattutto a questa età. Ma non è mai troppo tardi per ricominciare e aggiustare tutti i pezzi di cui sei fatta. Non sei una bambola rotta. Sei solo una trentenne che ha capito quanto sia complicato vivere nel mondo dei grandi, ma che, in qualche modo, ce la farà. Ce la faremo tutte ☺

Ti abbraccio forte,

Maya

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