«Mia figlia ha 30 anni, è single e senza lavoro fisso. Che faccio?»

Vittoria è preoccupata perché sua figlia, 30 anni, è ancora single e non ha un posto fisso, mentre lei vorrebbe vederla "sistemata". I consigli di Maya.

Cara Maya,

mi chiamo Vittoria, ho 56 anni e sono una mamma. Mamma di una splendida figlia trentenne, lavoratrice orgogliosa da più di 35 anni. Svolgo lo stesso mestiere da sempre, mentre mia figlia continua a cambiare lavoro ogni anno.

Alla sua età ero già sposata, mentre lei è di nuovo single dopo la seconda storia d’amore importante finita dopo tanti anni. Non riesco a capire quale sia il suo problema e non riesco neanche ad aiutarla. Non riusciamo proprio a parlare di certi argomenti, perché ogni volta che provo a farlo, lei si arrabbia. Vorrei solo che nella sua vita ci fosse un po’ più di equilibrio. Che scegliesse una volta per tutte, che si fermasse e mettesse radici.

È in gamba, so che è in grado di farlo, solo che non lo fa.

Mamma Vittoria

Cara Vittoria,

ti parlo con tutta la franchezza che avrei se mi trovassi a fare un discorso di queste tipo a mia madre, che ha una storia simile alla tua e che, ogni tanto, lancia segnali di fumo nei quali si intravedono le domande “Ma quando ti sposi? E il posto fisso? Se non ti sposi, almeno un nipotino?”.

Non è rabbia quella che ci impedisce di rispondere a queste domande. È come se parlassimo due lingue differenti. Voi siete cresciute con il sogno di una carriera che vi permettesse di migliorare le vostre condizioni di vita. Con l’ambizione di trovare un marito, di avere la vostra casa, le vostre macchine, il vostro posto fisso, i vostri figli da crescere a immagine e somiglianza per poter chiudere il cerchio con l’arrivo di un nipotino.

Non è che ci divertiamo a cambiare lavoro e fidanzato quando le cose non si mettono bene. Ogni volta sentiamo tremare la terra sotto i piedi, perché anche noi abbiamo messo le radici nel posto in cui viviamo, anche se solo momentaneamente. Siamo piante in grado di crescere sul cemento, che si adattano, che cambiano forma, ma che hanno bisogno di una base fondamentale per trovare l’equilibrio: stare bene.

Scegliere di cambiare è molto più doloroso del mantenere lo status quo. Comporta molti più rischi. Non dà certezze. Non è di conforto. Ma è molto più adulto di una non-scelta. Dell’accontentarsi. Dell’accettazione passiva di ciò che succede e di quello che verrà.

Vittoria, non siamo più la generazione del posto fisso, della casa grande e di proprietà, della macchina più bella del vicinato, del matrimonio con 500 invitati. Tua figlia è single? Vuol dire che ha avuto il coraggio di ricominciare la sua vita da capo. A 30 anni, quando non ti aspetti che debba succedere ancora una volta. Tua figlia ha ricambiato lavoro? Che importa, se adesso ride tutti i giorni e non torna più a casa piangendo dopo 12 ore di ufficio?

Io, se fossi in te, se fossi mia madre, se fossi qualunque genitore che abbia voglia di non far vivere il proprio figlio nella bolla delle aspettative, gli chiederei: “Sei felice?”. E se la risposta fosse sì, sarei felice anch’io.

Perché quando si è felici, come cantavano i Metallica, Nothing Else Matters.

Maya

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Foto apertura: STUDIO GRAND WEB © 123RF.com

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