A letto con il mio capo: e ora?

Giulia è finita a letto con il suo capo (sposato) e, trovandosi in una situazione scomoda, con i colleghi che cercano di evitarla, sta pensando di cambiare lavoro. I consigli di Maya.

Cara Maya,

mi trovo in una situazione scomoda. Faccio un lavoro che mi piace, e so di essere anche molto brava. Penso di avere raggiunto ottimi traguardi grazie alle mie competenze. Solo che poi è successo: sono andata a letto con il mio capo. Ripetutamente. E nel corso di poco tempo, quella che era stata una scivolata commessa a causa del troppo alcol, si è trasformata in una vera e propria tresca.

Il punto è questo: credo che un po’ tutti si siano resi conto di quello che è successo fra di noi, perché hanno iniziato a trattarmi diversamente. Come se volessero evitarmi perché ho commesso un reato orribile (lui è sposato). E mentre da un lato non riesco più a fare a meno di questi momenti insieme a lui, dall’altro inizio a viverla male.

Dovrei forse pensare all’ipotesi di cambiare lavoro?

Giulia

Cara Giulia,

ti racconto una storia.

C’era una volta una famiglia di tre persone, una madre, un padre e un figlio, che dovevano intraprendere un lungo viaggio. Avevano a disposizione un asino. All’inizio del viaggio il figlio era in sella all’animale, ma la gente criticava la famiglia perché i genitori erano anziani e il bambino era molto maleducato a non offrire loro il posto.

Allora il marito decise di salire sull’asino. La situazione non cambiò. La gente continuava a commentare sostenendo che avrebbe dovuto essere la moglie a fare il viaggio in groppa all’asino.

Così la famiglia si adeguò di nuovo per calmare gli animi dei criticoni. Ma non servì a nulla: le persone iniziarono a puntare il dito contro la famiglia che stava affaticando l’animale in questo lungo viaggio. I tre decisero di proseguire a fianco all’animale.

Sai come finisce la storia? Con la famiglia che continua ad essere sbeffeggiata: “Che stolti: avete un asino e non lo utilizzate!”.

Cosa ci insegna questa antica favola zen? Che gli altri ci giudicheranno sempre, qualunque cosa decideremo di fare.

Ricorda questo, allora, Giulia: ogni scelta che compi, ogni azione che porti avanti - una singola volta o ripetutamente - è frutto di una tua decisione. Lascia perdere quello che pensano gli altri, il modo in cui ti trattano, la reazione esagerata e spesso immotivata che li turba.

Solo tu sai quello che stai attraversando. Il resto non conta.

Poniti sempre questa domanda, escludendo il parare delle malelingue: sto bene? Se la risposta è no, allora cerca di capire qual è la direzione da percorrere.

Ti abbraccio,
Maya

Hai una domanda per Maya? Scrivi a postadelcuore@deabyday.tv

Foto: Andrea De Martin - 123.RF

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