Sifilide: le cose da sapere

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La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale diffusa principalmente tra uomini e donne giovani. Ecco come riconoscere i sintomi e tutto quello che c’è da sapere. 

Nonostante le istituzioni sanitarie occidentali continuino a promuovere campagne informative incentrate sui rischi e sulla possibile prevenzione di malattie a trasmissione sessuale, nell'ultimo decennio se ne è riscontrata ugualmente un’impennata epidemiologica, in modo particolare della sifilide.

Al giorno d’oggi questa malattia colpisce principalmente uomini e donne giovani sessualmente attivi.

Cos'è la sifilide

La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale causata dal batterio Treponema pallidum. Il possibile contagio avviene tramite contatto diretto con le lesioni presenti sulle mucose genitali o sulla cute danneggiata.

Tuttavia, se non viene trattata tempestivamente, c’è il rischio che evolva in sifilide secondaria o terziaria, determinando manifestazioni cutanee e complicazioni più serie per l’organismo.

Quali sono i sintomi della sifilide

La sifilide può essere asintomatica per diverse settimane e, inizialmente, si manifesta con la presenza di una lesione a livello delle mucose genitali (sifiloma) in corrispondenza del punto in cui il batterio è entrato nell'organismo.

Questa lesione può essere arrossata e umida, ma difficilmente dolorosa. Questo fa sì che non sempre chi ne è affetto se ne accorga tempestivamente, con il rischio che la malattia, di conseguenza, possa degenerare.

Le manifestazioni della sifilide secondaria, invece, sono più importanti a livello di cute e mucose, tendenzialmente localizzate sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

Davanti a sintomi come questi, quindi, è importante consultare tempestivamente uno specialista che formuli una diagnosi certa e scongiuri il rischio di complicazioni aggiuntive.

Come si trasmette la sifilide

La principale fonte di contagio è un rapporto sessuale non protetto, anche se non sono da escludere anche altre possibili vie di trasmissione.

È il caso, ad esempio, di trasfusioni di sangue infetto, contatto diretto con le lesioni cutanee causate dalla malattia, ma anche di un passaggio del batterio per via placentare dalla madre malata al feto durante la gestazione.

Sifilide: quando si manifesta

Le prime due settimane dopo il contagio sono perlopiù asintomatiche, alle quali segue la fase primaria della malattia in cui si manifesta il sifiloma e che può variare dalle 2 alle 8 settimane.

Se in tale lasso di tempo la sifilide non viene curata, essa diventa secondaria con tempi di incubazione che variano da 3 a 12 settimane dalla comparsa del sifiloma.

La sifilide terziaria, che è la più nociva per l’organismo e che può comportare danni ingenti agli organi interni, può manifestarsi anche a distanza di alcuni anni (da 3 a 10) dalla secondaria.

Cura della sifilide

È importante riconoscere tempestivamente la sifilide e trattarla con una terapia a base di farmaci antibiotici e penicillina fintanto che è primaria.

Foto: Raduly Melinda @123rf.com

Tuttavia, se il batterio non viene debellato completamente dall’organismo e la malattia degenera in sifilide secondaria o addirittura terziaria, il Treponema pallidum può infettare anche il sistema nervoso e il cuore.

A tal proposito, per scongiurare danni seri permanenti, è importante attenersi alle indicazioni del medico durante tutto l’iter terapeutico, sottoporsi ad analisi mirate per avere la certezza di aver debellato il batterio e prestare massima attenzione a non contagiare il partner.

Foto: Siam Pukkato© 123RF.com

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