Test di Cooper nella corsa: come superarlo

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Anche se abbastanza datato, il test è ancora oggi utilizzato per testare la resistenza individuale. Scopriamo come superarlo alla grande nella corsa!  

Il test di Cooper, nato nel 1968 a opera del dr Ken Cooper, fu ideato per predire la resistenza di un individuo alla corsa, fornendo una stima del consumo massimo di ossigeno. Ovvero, viene messa in relazione la distanza percorsa in 12 minuti e il valore VO2max, che misura l’efficienza di utilizzo dell’ossigeno in allenamento.

Il percorso del test di Cooper inizia nel 1959 con i test da 15 minuti, poi ridotti a 12. Oggi in realtà tale intervallo si è ancora accorciato, poiché si sa che 7 minuti sono sufficienti a misurare il consumo massimo di ossigeno.

Quando il test di Cooper è nato, veniva praticato perlopiù da atleti giovani e allenati, oppure da sedentari per nulla allenati: in questo modo i risultati erano corrispondenti alla tipologia esaminata. Oggi però molti di noi si allenano “mediamente” e per questo il test di Cooper non è più molto significativo.

Come funziona il test di Cooper

Nello sport e nella corsa in particolare, la resistenza cardiovascolare si riferisce alla capacità di un atleta di sostenere un esercizio prolungato per minuti o per ore. Durante l’esercizio aerobico, il corpo richiede ossigeno per fornire l’energia necessaria: l’obiettivo dell’allenamento di resistenza è migliorare il sistema che produce e fornisce l’energia necessaria a soddisfare le richieste di un allenamento. Così, è possibile migliorare le performance sportive.

Come superare il test di Cooper nella corsa

Partiamo dal presupposto, importante, che il test di Cooper è adatto solo a persone allenate, perché viene fatto al massimo dello sforzo. È un buon indicatore della forma fisica, sopratutto se lo ripetete più volte a distanza di intervalli regolari.

Superare il test di Cooper con la corsa significa puntare all’obiettivo e raggiungerlo. L’obiettivo nella corsa è correre 3000 metri, perciò per sottoporsi a questo test bisogna allenarsi a tale scopo.

Nel test dei 12 minuti, si deve correre più lontano possibile: si misura poi la distanza percorsa. Il test viene effettuato con cronometro su pista, in modo da non avere dislivelli e difficoltà di percorso, previo riscaldamento con corsa ad andatura media di 10 minuti.

Per valutare il risultato ottenuto basta fare riferimento alle tabelle dei risultati del test di Cooper, che suddividono le distanze percorse valutandole in base all’età dell’atleta.

Il test dei 7 minuti di corsa

Questo test rileva il massimo consumo di ossigeno in soli 7 minuti, oggi considerato il tempo massimo dello sforzo sostenibile in prossimità del massimo consumo di ossigeno ovvero la massima velocità aerobica.

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